Progetto Trasporto Sicuro

Le misure e i protocolli di sorveglianza sanitaria e contrasto alla assunzione di sostanze alcoliche e stupefacenti per la prevenzione degli infortuni sul lavoro: Il settore dei trasporti pubblici a Roma e a Milano

Committente: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

I soggetti attuatori della ricerca: Associazione Nuovi Lavori e Mobility & Transport Sistems, a seguito di aggiudicazione di un bando di gara.

Mobility & Transport Solution

Mobility & Transport Sistems Srl è una società di consulenza che svolge attività di ricerca, pianificazione strategica per il trasporto pubblico locale, piani di marketing con riferimento ai servizi innovativi per aziende di trasporto, analisi di fattibilità, formazione, miglioramento della sicurezza e progetti innovativi in collaborazione con aziende di trasporto, costruttori e componentisti di autobus.

ANL

ANL è un’associazione non profit attiva nei settori della valorizzazione e tutela delle persone, analisi teorico-pratiche di natura interdisciplinare sul tema dell’evoluzione del lavoro in Italia, servizi per lo sviluppo locale con progettazione integrata di azioni di supporto per la crescita economica e sociale di un determinato territorio e miglioramento dei servizi pubblici locali.

Obiettivi

  • Le prospettive di diffusione delle tecnologie a basso impatto ambientale, in particolare per i battelli e relative infrastrutture;
  • Gli scenari per il rinnovo della flotta di navigazione sui laghi lombardi e relativa valutazione dal punto di vista degli impatti (soprattutto ambientali) e degli investimenti, tenendo conto dello stato tecnologico effettivo e dell’ età media della flotta esistente;
  • L’indirizzo delle politiche normative, infrastrutturali e di finanziamento in Regione Lombardia per il raggiungimento degli obiettivi ambientali

La Ricerca

Aziende partner

I due casi di studio si sono fondati sulla collaborazione di due aziende leader in Italia nel trasporto pubblico locale:

  • ATAC di Roma è la prima azienda di trasporto pubblico in Italia, controllata dal Comune di Roma. Con quasi 13 mila dipendenti è oggi il primo gruppo di trasporto pubblico in Italia oltre che una delle realtà più rilevanti a livello europeo. Serve un´area di 1.285 km2 per la quale ogni giorno garantisce, con mezzi propri, più di 4 milioni di spostamenti.
  • Airpullman di Varese è un’azienda privata di trasporto pubblico extraurbano che opera da oltre quindici anni nelle province di Varese, Como e Milano. L’azienda, con le sue basi operative negli aeroporti milanesi, è leader nel settore turistico e specializzata nell’effettuazione dei servizi di collegamento con gli aeroporti lombardi.

Metodologia

La ricerca, scevra da posizioni aprioristiche, è stata eseguita selezionando gli aspetti da approfondire sulla base del confronto con le aziende.

  • Fase 1: Identificazione dell’ambiente concettuale di riferimento: costruzione di una piattaforma scientifica sulla scorta dello studio della letteratura in materia e dell’analisi dell’ampio materiale statistico disponibile.
  • Fase 2: Confronto con le aziende: la discussione con le aziende ha consentito di contestualizzare puntualmente i risultati dell’analisi desk, arricchendo la ricerca sul piano delle informazioni e dell’aderenza all’esperienza operativa.

Identificazione degli aspetti critici

Fase 3: Identificazione aspetti critici per la prevenzione degli infortuni sul lavoro: il lavoro si è orientato ad approfondire i pivot attorno ai quali costruire una proposta utile per affrontare correttamente il problema del contrasto alla assunzione di sostanze alcoliche e stupefacenti. A titolo di esempio, uno degli elementi emersi come degno di attenzione è l’effetto sulla guida, per certi aspetti simile a quello delle sostanze stupefacenti, dell’assunzione di medicinali. Fra gli effetti collaterali di medicinali molto diffusi ci sono, infatti, fenomeni di sonnolenza, riduzione dell’attenzione, rallentamento dei riflessi e dei movimenti, oppure ipersensibilità e non corretta percezione degli stimoli esterni. Questi effetti sono indicati nei foglietti illustrativi, ma, da indagini condotte, quasi il 75% della popolazione non è consapevole dei rischi conseguenti sulla guida dopo aver assunto tali medicinali.

Analisi di incidentalità

Fase 4: L’incidentalità con riferimento all’uso di alcol e sostanze psicoattive per gli autisti del TPL è stata studiata approfonditamente, in termini di trend, distribuzione per sede stradale, orari, tipologia, punti neri stradali (blackpoints).

Va sottolineato che:

  • L’indice di mortalità più elevato è per gli incidenti nel periodo notturno, in particolare nelle notti del venerdì e sabato, mentre la domenica è il giorno nel quale si registra il livello più elevato dell’indice di mortalità: si tratta delle famigerate “stragi del sabato sera” che rappresentano la prima causa di morte per i giovani al di sotto dei 28 anni e sono spesso determinate dall’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti.
  • Le rilevazioni indicano che quando alla guida c’è una persona sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti, le probabilità di incidente sono molte alte (circa il 40%) e le conseguenze gravissime.
  • ACI e Istat, a partire dal 2009, non hanno più pubblicato dati specifici sugli incidenti legati allo stato psico-fisico alterato del conducente. I motivi sono legati all’indisponibilità dell’informazione al momento del rilievo o alla difficoltà di compilazione da parte degli Organi di Polizia, in quanto lo stato psico-fisico del conducente viene accertato a seguito dell’inchiesta giudiziaria e non nel momento della rilevazione statistica. Il numero di incidenti causati da alterazioni alla guida è quindi molto sottostimato.

Per quanto riguarda il trasporto professionale, le statistiche ufficiali riportano un tasso molto basso di incidentalità e mortalità nel trasporto autobus, sul dato incide il fatto che gli autisti sono professionisti che sulla strada rischiano in prima persona e hanno la responsabilità dei passeggeri trasportati. L’analisi degli incidenti degli autobus evidenzia:

  • Incidenti urbani:
    • Persone coinvolte: per autobus, filobus e tram oltre il 50% dei soggetti coinvolti dagli incidenti, in particolare per i feriti, sono persone trasportate
    • Decessi: la quota rilevante è di pedoni (11 su 16).
  • Incidenti extraurbani: l’incidenza degli incidenti è pari a 1/3 rispetto a quelli urbani e prevalgono danni ai pedoni (investimento), tanto per i decessi quanto per i ferimenti.
  • Città: il maggior numero di incidenti avviene a Roma (24,6%), seguita da Milano (20,9%), anche, ovviamente, in ragione della dimensione e chilometri di trasporto pubblico prodotti.

Benchmark europeo ed internazionale ed Effetti di alcol e sostanze psicoattive sulla guida

Fase 5: Analisi di benchmark europeo ed internazionale sul contrasto all’uso di alcol e sostanze psicoattive nella guida professionale.

Le aree geografiche analizzate sono:

  • Unione Europea: Francia, Germania, Spagna e UK.
  • Area extra UE: USA, Canada, Giappone, Russia, Cina, Sud Africa, Australia, Nuova Zelanda.

Risultati ottenuti:

  • “Tolleranza zero” per gli autisti professionali, se vale sempre la normativa fissata per i conducenti di auto, spesso con sanzioni fortemente aumentate sulla base del principio di esemplarietà, si sta diffondendo la cosiddetta “tolleranza zero”, cioè la proibizione totale di assunzione di alcol, oltre che di sostanze stupefacenti, prima di mettersi alla guida.
  • In alcuni paesi europei (in particolare Francia e paesi scandinavi) è già previsto l’uso di tecnologie che controllano lo stato del conducente e possono interdire l’avvio del motore del veicolo. Si tratta di sistemi di tipo “Autolock”, un mini-etilometro collegato alla centralina del motore e integrato nella chiave di avviamento; se il dispositivo registra un tasso alcolemico superiore alla norma il veicolo si blocca.

Fase 6: Analisi motivazionale. Studio del sostrato psicologico che induce all’uso di sostanze psicoattive sul luogo di lavoro.

In Italia la diffusione di sostanze psicotrope nel mondo del lavoro rappresenta un fenomeno su cui la ricerca sociale non ha posto ancora particolare attenzione.

Il profilo di consumatore che è venuto delineandosi si muove, pertanto, all’interno di un fenomeno che resta prevalentemente sommerso, fino a quando il lavoratore stesso non manifesta comportamenti problematici (assenteismo, calo di produttività, infortuni sul lavoro), sintomo di un aggravamento della propria condizione.

In estrema sintesi, strumenti decisivi per affrontare il tema sono la formazione, volta ad informare i lavoratori sui rischi associati al consumo di sostanze, e la creazione di un sistema organico – aziendale e non – di servizi disponibili qualora il lavoratore necessitasse di un sostegno specifico.

Criticità emerse

La normativa italiana sulla guida in stato di alterazione è fra le più avanzate in Europa (sia a livello di limiti per le varie categorie di utenti sia di regole e sanzioni).
Per quanto concerne i controlli, di contro, gli standard sono inferiori rispetto agli altri principali Paesi, in relazione tanto al numero di test somministrati (1,4 milioni di controlli/anno in Italia contro i 10 della Francia, i 4 della Germania e i 5 della Spagna), quanto alle dotazioni tecnologiche (sia in termini di etilometri che di tester per la rilevazione rapida di droghe nella saliva, molto usati negli altri paesi, non solo europei).
Dalla ricerca emerge che se il sistema dei controlli è in condizione di monitorare e tenere sotto controllo i casi di abuso cronico di sostanze alteranti, le procedure attuali non consentono di rilevare adeguatamente il fenomeno degli autisti che si pongono occasionalmente alla guida sotto l’effetto di alcool o sostanze stupefacenti.

Un sistema da migliorare e ipotesi di intervento

Le criticità emerse non possono rappresentare un giudizio di merito verso l’efficacia del sistema vigente, ne’ verso le aziende partner del progetto.

L’analisi esperenziale pone il tema dell’esistenza di comportamenti (non rilevabili con le attuali procedure regolamentari) potenzialmente in grado di alterare le capacità di guida di una percentuale non trascurabile di autisti.

Nello stesso tempo, sollecita una programmazione dei controlli più serrata nei tempi (una volta l’anno può essere non sufficiente a rassicurare tutti) e meno prevedibile da parte dei destinatari dei controlli.

Pertanto, si può concludere che il sistema attualmente in vigore ha una sufficiente forza di prevenzione della dipendenza ma non altrettanta efficacia nell’individuare, né ridurre e tantomeno azzerare il rischio (così come è testualmente prescritto dal DLgs 81/2008).

È importante rilevare come tale realtà non è necessariamente il risultato di comportamenti volontari e consapevoli, ma spesso conseguenza di una non corretta conoscenza individuale degli effetti di sostanze psicoalteranti (compresi i medicinali) e alcol sulla capacità di guida, come è emerso anche nel corso delle indagini effettuate presso le aziende. In quest’ottica, sottovalutazione delle conseguenze sull’organismo e sopravvalutazione delle proprie capacità di attenzione e reazione rappresentano un mix pericolosissimo.

In sintesi, per poter migliorare la sicurezza dell’autista di autobus e del servizio offerto ai passeggeri e agli altri utenti della strada, l’analisi ha evidenziato 3 macroaree di approfondimento:

  1. Formazione degli autisti e del personale responsabile della gestione degli autisti
  2. Interventi normativi, relativamente a:
    • Modalità di controllo e visita, in una logica di prevenzione del rischio puntuale (per quanto riguarda la prevenzione e il recupero dalla tossicodipendenze appare idonea l’attuale procedura).
    • Diverso assetto di diritto del lavoro, ossia le modalità di gestione del personale trovato positivo ai test, in rapporto ai costi aziendali derivanti dall’allontanamento dalla guida del soggetto risultato positivo e dalla sua sostituzione.
    • Predisposizione da parte del Ministero di “linee guida per la redazione del documento di valutazione del rischio”, riferito a determinate mansioni sotto l’effetto dell’alcool o di sostanze psicotrope.
  3. Sviluppo di tecnologie per la prevenzione, a partire da una sperimentazione ad-hoc a livello aziendale. Le nuove procedure, assistite da etilometri portatili e da test rapidi sulla saliva (che si ritengono più adatti allo scopo a causa della minore permanenza delle sostanze da analizzare, in sostituzione di quelli sulle urine, che invece sono più utili per accertare stati cronici).